Prima sconfitta per il tecnico da quando ha preso la guida dei bianconeri: Yildiz la riacciuffa ma non basta, fallito l’assalto al posto Champions.

Napoli primo, Juventus settima: il Maradona certifica lo stato dell’arte, Conte primo e campione d’Italia in carica e Spalletti che si perde alla ricerca di un’identità. L’errore di McKennie, che consegna la doppietta e la partita a Hojlund, pesa quanto aver provato la giocata tattica alla Bernardeschi da parte del tecnico bianconero, consegnando ai padroni di casa tutto il primo tempo giocato senza centravanti. A quel punto, sotto nel risultato di 1-0 solo per pochi fortunati centimetri delle varie conclusioni di McTominay e delle scivolate di Hojlund, Spalletti l’aveva anche riaggiustata con David in campo e Yildiz l’aveva anche ripresa con un’altra azione da fucilata nella notte, ma andare a ‘sfottere’ il dio del calcio nel Maradona è da incoscienti: la sostituzione del numero 10, al di là del valore simbolico, spegne e manda in confusione i bianconeri quei pochi minuti sufficienti al Napoli per piazzare il secondo, decisivo, esiziale colpo all’acerrima avversaria. E le pietre stanotte pioveranno sul tecnico di Certaldo, come sono piovute sul pullman della Juventus all’ingresso nello stadio.

